Tempo di pirati
Difendere il tuo mestiere ti condanna: lascialo, saccheggia le competenze di altri mestieri e usale per risolvere problemi più grandi
Davanti all’AI la scelta che sembra più prudente, cioè difendere il tuo mestiere, è quella che ti farà fuori.
Un mestiere è un nome che racchiude le tante cose che sai fare. L’AI le sta separando una a una per affidarle a un agente. Lo fa con il tuo lavoro e insieme anche con quello degli altri.
La costituzione dei pirati
Nel 1720, sulla nave del pirata Bartholomew Roberts, ogni uomo aveva diritto di voto. La ciurma sceglieva il capitano, ed era sempre la ciurma che poteva cacciarlo se si comportava da tiranno. Il bottino si divideva quasi alla pari: due parti al capitano, una a un marinaio. E chi perdeva un braccio in battaglia riceveva ottocento pezzi da otto dalla cassa comune, con cifre minori per le ferite minori: un indennizzo per gli infortuni sul lavoro, più di un secolo prima che il lavoro regolare lo prevedesse.
I pirati avevano una loro costituzione che nasceva non soltanto da un ideale, ma dalla necessità di far lavorare bene insieme i membri dell’equipaggio. I pirati venivano dalle navi mercantili e da guerra, dove il capitano a bordo comandava senza contrappesi: poteva affamare l’equipaggio, punirlo a piacere o trattenere la paga. Ne uscivano uomini che lavoravano il meno possibile e disertavano alla prima occasione.
Sulla nave pirata il punto di partenza era rovesciato. La barca se l’erano presa, non rispondevano a nessun proprietario a terra e le regole se le scrivevano da soli, proprio per correggere ciò da cui erano scappati.
La costituzione serviva a collaborare meglio. Una ciurma che vota, che può cacciare il suo capo e che porta a casa una parte quasi uguale del bottino si batte più forte di un equipaggio che si limita a obbedire agli ordini, e infatti i pirati erano i combattenti più efficaci.
Steve Jobs lo sapeva bene, tanto che nel 1983 decise di staccare la squadra del Macintosh dal resto di Apple per chiederle di costruire un computer diverso da tutto quello che l’azienda sapeva fare. A quella squadra disse:
It’s better to be a pirate than join the navy.
e sul tetto dell’edificio fece issare una bandiera nera con la mela arcobaleno al posto della benda. Jobs aveva tolto un gruppo dalla nave grande e sicura per mandarlo a prendersi qualcosa di più grande di quello che Apple sapeva già fare, lasciando che fosse il gruppo stesso a scriversi le proprie regole.
Tre secoli dopo Roberts, e quarant’anni dopo quella bandiera, l’AI chiede a tutti di fare lo stesso gesto dei pirati: lasciare il porto sicuro e andare a prendersi le competenze chiuse in tutti gli altri mestieri.
Prendere il largo
Il porto è il tuo titolo professionale. Ti dà un nome e uno stipendio, e traccia una linea precisa tra quello che sai fare, e quello che invece è riservato ad altri mestieri.
Lasciare il porto significa spacchettare il tuo titolo nelle sue competenze e delegarle a degli agenti, un pezzo alla volta, prima che lo faccia qualcun altro. Lasciare è la parte difficile, ma è solo l’inizio.
Saccheggiare
Perché mentre si apre il tuo mestiere, si aprono anche tutti gli altri.
Le competenze che ieri stavano chiuse dentro un altro ruolo, o si compravano da un fornitore, non sono più difese dal titolo che le custodiva. Questo significa che puoi andare a prendertele. Il designer entra nel marketing e nella ricerca. Lo studio di tre persone consegna quello per cui prima serviva la grande società di consulenza. L’azienda si porta in casa un pezzo di un settore che non era il suo.
Prendersi le competenze di un altro mestiere serve a una cosa sola, la più importante: affrontare problemi più grandi. Chi saccheggia allarga la scala, l’ambizione e la portata dei problemi che riesce a risolvere.
E lì, secondo me, sta lo scopo vero del lavoro: provare a risolvere problemi sempre più grandi e a rispondere a domande sempre più complesse.
Il codice dei pirati
Le competenze che oggi puoi prenderti stanno negli ordini professionali, nelle licenze, nei contratti dei fornitori, nelle regole che stabiliscono chi può fare una certa cosa e chi no. Quando le liberi ti restano in mano due cose: il valore che producono, e il potere di decidere come si usano. Puoi tenerti tutte e due e diventare il nuovo padrone da cui i pirati erano scappati, oppure puoi dividerle, come faceva la ciurma di Roberts che spartiva il bottino e votava le decisioni.
Se sei un professionista, dividere vuol dire non diventare il nuovo ordine. Fai circolare le competenze che ti sei preso, insegnale e condividile invece di trasformarle nel tuo piccolo monopolio.
Se sei un’azienda, il bottino è il valore che il saccheggio produce e la ciurma sono le persone e i clienti che lo producono con te. Dividi il valore con chi ha remato, e la tua ciurma remerà più forte.
Le nuove regole del lavoro
Per chi lavora
Spacchetta il tuo titolo e affida a un agente le cose che sai già fare, a partire da quelle che ti annoiano. Usa il tempo che liberi per andare a prenderti le competenze chiuse in un altro mestiere, e con quelle prova a risolvere un problema più grande.
Per le organizzazioni
Guardate cosa comprate da fuori e in quali mercati vicini non vi siete mai spinti: non sono più territori protetti. Portate in casa nuove competenze e usale per allargare i problemi che risolvete per i vostri clienti, o per servire nuovi clienti.
Non restate a difendere il vostro titolo professionale o il vostro settore mentre si svuota di significato. Prendete il largo, andate a saccheggiare le competenze che vi servono, e usatele per affrontare sfide più complesse e imprese più ambiziose. È tempo di nuove avventure. È tempo di pirati.




Articolo davvero ben scritto (il trend era già segnato ma è accelerato con AI). Non centra il tema degli ordini professionali ma non è colpa tua, sono gli ordini che sono diventati altro da se stessi finendo per avvalorare la tua tesi.
Non potrei esser più d’accordo. Provenendo da settori disciplinari deboli ho sempre guardato con sospetto la difesa corporativa sia di quelli deboli e ancor più di quelli forti. Ibridarsi non basta più. Bisogna proprio oKKupare manu militari gli spazi altrui. Con gioiosa ostilità.