Work After Talent Acquisition
Trasforma la tua organizzazione in una Talent Community
Puoi cercare lavoro, oppure puoi inventarne uno.
L’alternativa è sempre esistita, ma oggi la seconda opzione è più affascinante e realistica che mai.
La tecnologia e Internet hanno reso molto più accessibile creare, offrire e vendere prodotti e servizi direttamente, senza le mediazioni tradizionali.
E hanno anche sovvertito il processo industriale classico.
Prima dovevi creare un prodotto, e poi cercare qualcuno a cui venderlo. Adesso puoi costruire un pubblico, garantirti attenzione e fiducia, e poi trovare il modo di monetizzarle.
Il lavoro che non sai di avere
È quello che è successo con la creator economy.
Le persone hanno cominciato a usare le piattaforme digitali per condividere contenuti. E poi si sono accorte che i contenuti aggregavano community alle quali si potevano offrire cose. Molte cose.
Ma non si tratta di una dinamica limitata a creator, influencer e altre creature social. È una caratteristica trasversale della nostra cultura: crea un’audience, e avrai automaticamente tra le mani un business.
Creando contenuti le persone stavano inventando, senza saperlo, il loro prossimo lavoro.
I clienti che non sai di avere
Ormai tutta l’economia è una creator economy.
I grandi brand e le aziende più evolute l’hanno capito, e hanno portato questa logica nelle loro strategie. Non cercano più un target per i loro prodotti, ma un pubblico per le loro storie. E intorno ai contenuti aggregano delle community che sono molto più ampie dei semplici “clienti”.
Non tutti possono entrare in un negozio e comprare un prodotto Prada. Ma tutti possono entrare nel mondo Prada attraverso i suoi contenuti. E prima o poi finiranno per comprare una delle molte espressioni del brand.
Vale per i top brand, ma vale per qualunque azienda. Hai molti più ascoltatori di quelli a cui parli di solito. E quindi, hai molti potenziali clienti che non sai di avere.
I collaboratori che non sai di avere
La cosa più interessante però è che tra i tuoi ascoltatori, tra le persone interessate a quello che fai, non ci sono solo potenziali clienti. Ci sono anche potenziali collaboratori.
Professionisti che lavorano nel tuo stesso settore, seguono gli stessi trend, hanno obiettivi simili ai tuoi, condividono gli interessi e le passioni collegate a quello che fai. E si riconoscono nelle storie che racconti.
Sono molti di più dei tuoi dipendenti. Molti sono talentuosi ed esperti. Sono proprio quello di cui avresti bisogno.
Solo che tu non lo sai, e continui a cercare risorse con il tradizionale “sourcing reattivo”: qualcuno se ne va e deve essere sostituito, oppure in azienda nasce una nuova necessità, e solo allora ti muovi alla ricerca di persone. È un processo lento, complicato, reso ancora più difficile dalla competizione con le altre aziende. E rischioso: se in poco tempo devi creare da zero un match professionale, le possibilità di sbagliare sono molto alte.
La community che non hai ancora
Se invece puoi contare su un’audience di persone con cui hai coltivato un rapporto, che conosci e ti conoscono, che sanno come lavori e dove vuoi arrivare, sarà più facile trovare la persona giusta al momento giusto. Il recruitment non è più reattivo e occasionale, ma diventa una strategia proattiva e permanente.
Proprio come alcuni follower a un certo punto escono dalla sola fruizione dei contenuti e diventano clienti, i componenti della tua community possono in qualunque momento uscire dal ruolo di ascoltatori e diventare collaboratori.
Per farlo, però, devono conoscerti, devono sapere cosa fai e come lo fai, devono condividere i tuoi obiettivi. E devono sapere che quando proveranno a entrare non gli sarà negato l’accesso. Perché la tua azienda è una community, e loro sono sempre stati dentro.
In pratica
Per te
Qualunque sia il tuo lavoro attuale, lascia sempre spazio per qualcos’altro. Segui le tue passioni, fai le cose che ti piacciono di più e che sai fare meglio. Scrivi di quello che ti interessa, ti coinvolge e ti emoziona. Condividi i tuoi progetti. Pubblica le tue ricette. Fai sentire la tua musica. Ancora non lo sai, ma potrebbe essere l’inizio del tuo prossimo lavoro.
Per la tua organizzazione
La competizione per il talento sarà sempre più agguerrita.
Puoi decidere di fare quello che hai sempre fatto: quando ne avrai bisogno, pagherai un’agenzia di recruiting e prometterai ai candidati migliori soldi e benefit. Ma sai già che sono leve deboli, perché ci sarà sempre qualche altra azienda che potrà permettersi di pagarli di più, o di offrire loro benefit più vantaggiosi.
L’alternativa è iniziare subito a coinvolgerli nella tua organizzazione. Racconta la tua visione del lavoro, i tuoi obiettivi, i tuoi processi. Informati su di loro: che cosa sanno fare, ma soprattutto che cosa vogliono fare. Usa questi dati per costruire risposte. Passa cioè dalla Talent Acquisition – comprare competenze sul mercato – al Talent Engagement – costruire una proposizione di valore convincente per i collaboratori di cui hai e avrai bisogno in futuro.
Con Cosmico abbiamo fatto così: dal giorno zero abbiamo scelto di parlare ai talenti come i creator parlano al proprio pubblico. Questo ci ha permesso di costruire una talent community di oltre 25 mila professionisti, che è il bacino dal quale scegliamo i nostri collaboratori. Quando iniziamo a lavorare con loro, l’attivazione è fluida, perché in un certo senso ci conosciamo già.
È il prototipo dell’organizzazione del futuro: una community che aggrega persone intorno a uno scopo e dà loro la possibilità di partecipare, creare connessioni e mettere a disposizione il proprio lavoro.




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