Dopo il CV
Come lavori è già scritto
Settimana scorsa ho fatto domanda di lavoro nella mia stessa azienda.
Ho lanciato un comando nel terminale e ho lasciato che uno strumento leggesse un mese dei miei log di lavoro con Claude Code: 45 sessioni, 24 prodotti, 2.701 istruzioni. Ne è uscito un profilo che diceva cose di me che io stesso non avrei saputo immaginare. Che lavoro in modalità co-thinking l’83% del tempo, e passo a istruzioni lunghe e strutturate quando lavoro su aspetti legali o di sicurezza. Che apro in media due sessioni per prodotto, mentre altre persone tornano sullo stesso prodotto decine di volte. E ho registrato un picco di 11.399 chiamate a strumenti in un solo giorno.
Prova a farlo dire a un curriculum!
Lo strumento che ho usato per generare il mio profilo si chiama Apply New. Lo abbiamo costruito in Play New ed è open source. Legge i log delle tue sessioni con Claude Code, li anonimizza, misura i comportamenti e produce un profilo professionale. Tutto gira sul tuo computer, per privacy assoluta. L’invio è una decisione separata, e puoi anche non prenderla mai: il profilo resta tuo. Prima che una candidatura, è un modo di conoscersi: ti dice come lavori, per aiutarti a decidere se e come migliorare.
In fondo a questo articolo c’è un prompt che fa una versione ridotta della stessa cosa sulle tue chat, con qualunque assistente AI. Ma prima voglio spiegarti perché e come l’abbiamo costruito, e cosa dice sul lavoro che faremo in futuro.
Doppia compressione
Il CV comprime una persona in parole chiave, perché un software di screening possa confrontarle con una job description che a sua volta comprime i bisogni di un team in una lista di requisiti. Due compressioni, una sopra l’altra, progettate per un’epoca in cui l’azienda sapeva che ruolo cercava e il candidato sapeva tradurre il proprio lavoro in una successione di titoli, esperienze e certificati di studio.
Nessuna delle due premesse regge più. Quello che fa un senior engineer a giugno 2026 non somiglia a quello che faceva a giugno 2024. Il lavoro vive nei log degli agenti molto più che in un CV. E il valore di una persona sta in come pensa con il modello, una cosa che il CV non può vedere: la parola “Python” su due curriculum identici può nascondere decine di anni di distanza tra i due candidati.
Apply New
Mentre lavori con Claude Code, ogni sessione lascia una registrazione: che cosa hai chiesto, che cosa ha fatto la macchina, le tue correzioni e le tue verifiche. Sono i log. Nessuno li ha mai pensati come una candidatura, eppure sono perfetti per creare un profilo professionale perché sono la cronaca di come lavori scritta mentre lavori, senza che tu stia cercando di fare bella figura.
Apply New li trasforma in un profilo:
Legge
Lanci un comando e lo strumento legge i log, sul tuo computer. Niente viene comunicato all’esterno, tutto resta privato.Pulisce
Prima di qualsiasi analisi toglie nomi e dati personali: clienti, contatti, progetti.Misura
Conta i comportamenti: quante sessioni, su quanti progetti, quanto deleghi e quanto verifichi, quando dai istruzioni precise e quando ragioni con il modello.Racconta
Scrive il profilo in due formati: uno per le persone, uno per un agente. È una descrizione di come lavori, in parole e numeri.Passa la palla a te
Lo leggi, lo rivedi e decidi se inviarlo. Oppure no: il profilo resta tuo, ed è utile anche se non lo mandi a nessuno.
Scegli tu
Il quinto passo è quello a cui teniamo di più.
Avremmo potuto prendere tutto: tutti i progetti, tutti i log e costruire un profilo molto più ampio e dettagliato. Abbiamo scelto il contrario. Scegli tu i progetti che ti rappresentano, fino a un massimo di cinque e alleghi gli artefatti che vuoi mostrare, se vuoi farlo. Rivedi tu le parole e la narrativa, prima che esca qualsiasi cosa dal tuo computer.
Le ragioni sono due. La prima è l’intenzionalità: decidere cosa mostrare di sé è parte del candidarsi, e nessuno strumento deve togliertela. La seconda è la leggibilità: un profilo costruito su tutto lo leggerebbe solo un’altra macchina, ed è esattamente quello che non vogliamo. Deve poterlo leggere un essere umano, in pochi minuti, per arrivare al colloquio con domande migliori.
Niente classifiche
La generazione precedente di tecnologia HR aveva fatto una scommessa, di poter misurare le persone con un numero attraverso cose come il fit score, test di personalità, modelli predittivi addestrati sulle assunzioni passate. Nel 2018 Reuters rivelò che Amazon aveva smantellato il proprio motore di recruiting AI: addestrato su dieci anni di curriculum a maggioranza maschile, aveva imparato a penalizzare i CV che contenevano la parola “women’s”. Gli strumenti che promettevano di misurare le persone meglio degli umani avevano riprodotto gli errori del passato, più in fretta e su scala più ampia.
Per questo Apply New descrive e si rifiuta di dare voti. Niente classifica dei candidati, nessun punteggio: una lista di profili che una persona legge, uno alla volta, per decidere con chi vale la pena parlare. Una pagella chiude la conversazione con un verdetto, mentre un profilo la apre.
Un racconto di te
Il profilo rappresenta su un asse quanto dirigi il modello (istruzioni lunghe e precise, criteri di accettazione) e quanto co-pensi con il modello (turni brevi, domande aperte, il modello usato per capire il problema e non solo per eseguirlo). Chi lavora bene con la macchina fa entrambe le cose, in momenti diversi, e la maturità sta nel sapere quando passare dall’una all’altra.
Il mio numero mi ha sorpreso: 83% co-thinking. Mi raccontavo come uno che dirige il lavoro degli agenti, ma i miei stessi log mi hanno smentito. È il genere di smentita a cui un’autocertificazione non si espone mai, ed è il motivo per cui il profilo è utile prima di tutto a te: ti dice come lavori davvero, e da lì decidi se e cosa cambiare.
E poi c’è quello che racconta a chi assume. Io lavoro contemporaneamente a 24 prodotti con una media di due sessioni l’uno: gestisco un portafoglio di idee e progetti. Un altro candidato concentra 80 sessioni su 9 prodotti: costruisce i progetti nel tempo e li mantiene. Un’azienda che cerca continuità dovrebbe scegliere lui; una che cerca sperimentazione o esplorazione su più fronti dovrebbe scegliere me. Il CV ci avrebbe presentati allo stesso modo, e il colloquio sarebbe partito da zero.
Una macchina che dubita di sé
La parte narrativa del profilo la scrive un modello linguistico, e i modelli linguistici abbelliscono. Con Apply New la macchina si controlla da sola: ogni affermazione verificabile nella prosa viene cercata nei numeri misurati, e se non c’è riscontro viene segnalata prima dell’invio. Sotto il 60% di affermazioni supportate da riscontro nei log l’invio si blocca. Il mio profilo ha chiuso al 96%, e quel numero è visibile a chi legge.
Sulla privacy la regola è una: contare i comportamenti, mai nominare persone, progetti, aziende, informazioni private. Lo strumento è costruito intorno alla norma: consenso esplicito, un umano che legge e decide, alternativa garantita a chi preferisce non usarlo.
C’è un’ultima cosa che il profilo non contiene, ed è forse il punto più importante: i campi su cui nascono i pregiudizi. Titolo di studio, anni di esperienza, età, sesso, foto: rimossi tutti, by design. Nemmeno il cognome arriva a chi legge, resta solo come lavori.
Provalo sulle tue chat
Apply New per ora legge solo i log di Claude Code. Il principio però non dipende dallo strumento: qualsiasi storia di conversazioni con un assistente AI è una forma di comportamento rivelato.
Il prompt qui sotto costruisce la versione ridotta del profilo a partire dalle tue chat con Claude, ChatGPT, Gemini o il tuo assistente AI preferito.
Le chat non registrano dove il lavoro va a finire. Niente commit, niente test fatti girare, niente deploy… È uno schizzo a matita, mentre la versione sui log è una fotografia. Ma per cominciare basta e avanza.
Al prossimo colloquio che faremo in Play New, il profilo del candidato sarà sul tavolo. Il colloquio inizierà da metà strada.
Cerchiamo SuperAgents
Quel colloquio possiamo farlo davvero, adesso. Stiamo cercando SuperAgents per collaborare con Play New: freelance nella zona di Milano, o disponibili a raggiungerci per le giornate di lavoro insieme.
Funziona così:
Ti candidi con Apply New: il profilo costruito dai tuoi log è la candidatura, niente CV.
Selezioniamo fino a 10 persone per due giorni di formazione con noi, il 2 e 3 luglio, dalle 10 alle 18. Chi partecipa riceve 200 euro di crediti API Anthropic e l’accesso illimitato gratuito alla community SuperAgents.
Chi passa la formazione può collaborare con noi, sui progetti di Play New o su quelli dei nostri clienti.
Il tuo profilo cosa dirà di te?
Scoprilo!
Il prompt
Se non usi Claude Code ma vuoi creare un tuo profilo agentico incolla questo testo in una conversazione nuova con il tuo assistente AI (Claude, ChatGPT, Gemini o altro). Se l’assistente può cercare nelle tue conversazioni passate, lascialo fare. Se non può, incollagli tu le 10-15 conversazioni che meglio rappresentano il tuo lavoro:
Costruisci il profilo professionale di chi ti scrive, usando come unica fonte le sue conversazioni con te.
Il profilo deve poter essere condiviso senza esporre nessuno. Quindi:
Niente nomi propri: né aziende, né clienti, né persone, né prodotti. Se nelle conversazioni compare "il rebranding di [nome azienda]", nel profilo diventa "il rebranding di un'azienda di logistica". Conta e descrivi, senza nominare.
Scrivi solo quello che hai letto. Se per una sezione il materiale non basta, dillo: "qui non ho abbastanza materiale". Meglio un buco dichiarato che una frase inventata.
Niente complimenti. Il profilo descrive come la persona lavora, senza dire quanto è brava. Ogni aggettivo di troppo si paga in credibilità.
Nessuno stile di lavoro è migliore di un altro. Chi dà istruzioni dettagliate e chi ragiona ad alta voce con il modello sono due modi di lavorare: il tuo compito è dire quale hai davanti, e quando la persona passa dall'uno all'altro. Niente classifiche.
Procedi così:
Guarda cosa hai a disposizione: quante conversazioni, di che periodo, quanto lunghe. Lo scriverai in testa al profilo, così chi legge sa su cosa poggia.
Raggruppa le conversazioni in 3–5 ambiti di lavoro o di interesse, con la quota approssimativa di ciascuno. Separa il lavoro dagli interessi personali, se la differenza si vede.
Osserva come la persona usa il modello. Dà istruzioni lunghe e precise o fa domande aperte? Su quali temi l'una e su quali l'altra? Torna più volte sugli stessi argomenti o tocca molti temi una volta sola? E quando il modello sbaglia, come reagisce?
Se le conversazioni coprono più mesi, guarda cosa è cambiato: temi nuovi, parole nuove, richieste diverse. Segnala un cambiamento solo se hai esempi da periodi diversi.
Prima di consegnare, rileggi ogni affermazione e chiediti: da quale conversazione viene? Quelle che restano senza risposta, tagliale. Dichiara quante ne hai tagliate.
Il profilo finale parla alla persona, con questi titoli in seconda persona:
Cosa ho potuto osservare — periodo, numero di conversazioni, cosa il materiale non permette di vedere
Su cosa lavori — i 3–5 ambiti, con le quote
Come ragioni — come scomponi i problemi, cosa chiedi di verificare, come reagisci agli errori del modello
Come usi il modello — istruzioni dettagliate o ragionamento ad alta voce, e su quali temi cambi modo
Come distribuisci l'attenzione — pochi temi in profondità o molti temi in larghezza
Cosa è cambiato nel tempo — solo se supportato da esempi
Cosa questo profilo non può dire di te — sezione obbligatoria. Un profilo che tace i suoi limiti vale poco.
Dopo la consegna, chiedi alla persona dove non si riconosce, e parlatene un punto alla volta. Il profilo è suo: lo può correggere, condividere o tenere per sé.
Infine ricordale che questo profilo non serve solo a candidarsi: è un modo di conoscersi. Suggerisci tu un punto da cui potrebbe partire per migliorarsi o per espandersi, a partire da quello che hai letto.
Per iniziare: chiedi se puoi cercare nelle conversazioni passate o se preferisce incollarti quelle rappresentative.



Provato prompt sulle tre AI che uso più frequentemente: molto utile e interessante!
Interessante. Avevo fatto qualcosa di molto simile spontaneamente, nel contesto di una mia ricerca personale del mio “next step” professionale.
Il mio Claude è collegato al Drive coi mie progetti freelance e una piccola selezione di quelli in house, ma soprattutto a 2+ anni di co-work. Ne sono venuti fuori spunti davvero interessanti e patterns che magari sentivo a livello inarticolato ma non sarebbero emersi senza l’esercizio. Chiaramente, la tendenza ad “abbellire” e a trovare senso dove magari non ce n’è e’ una bias intrinseca degli LLM quindi - cum grano salis.
Io non mi qualifico, ma spero che scriverai sui risultati di questo esperimento con le candidature via APPLY NOW.